Legamento crociato
RIABILITAZIONE LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE
I traumi dell’articolazione del ginocchio possono essere di vario tipo, ma negli ultimi tempi si è assistito ad un incremento dei casi di pazienti con rottura del legamento crociato anteriore (LCA). La maggior parte di essi risulta essere sportiva, con quindi una maggior incidenza di fattori di rischio sport correlati, ma ad esempio non sono poi così rari pazienti con rottura Legamento Crociato Anteriore dovuta ad incidente stradale.
Innanzitutto facciamo chiarezza su cos’ è il legamento crociato anteriore. Il suo nome già chiarisce l’orientamento delle fibre, crociate, che si intersecano con l’altro legamento crociato del ginocchio, quello posteriore È un importante stabilizzatore del ginocchio che mette in relazione femore e tibia, impedendo che quest’ ultima possa scivolare in avanti ed esternamente rispetto al femore.
I meccanismi più comuni di rottura si hanno quando la persona effettua un repentino cambio di direzione, un brusco arresto della corsa o atterra da un salto perdendo l’equilibrio.
La maggior parte dei pazienti che avuto questo infortunio ricorda perfettamente il “crack” avvertito nel momento della lesione; gli altri sintomi correlati possono essere dolore, gonfiore, impotenza funzionale e sensazione di cedimento del ‘ articolazione. Dolore e gonfiore non per forza sono sempre presenti in maniera eccessiva, dipende da soggetto a soggetto anche se nella maggioranza dei casi è così.

La diagnosi risulta essere sia pratica, grazie ad una serie di test specifici per il legamento crociato anteriore che ‘ ortopedico e il fisioterapista possono eseguire, sia di diagnostica per immagini che trova nella risonanza magnetica l’ esame più indicato (i raggi x vengono usati per escludere fratture/lesioni ossee ma non permettono lo studio del legamento).

Passata la fase acuta in cui ci si preoccupa di stabilizzare il dolore, ridurre il gonfiore e avere una discreta escursione articolare per consentire la vita quotidiana, si passa alla scelta di trattamento più indicata al paziente. Qui si aprono due strade: chirurgica o conservativa. Tenendo ben presente che vanno escluse patologie associate che possano influenzare questo tipo di scelta, come ad esempio lesioni meniscali od ossee.
Nel paziente giovane (sotto i 30-35 aa circa), sportivo, oppure oltre questo limite di età ma che pratica un tipo di sport da contatto, con salti e cambi di direzione, o con frequenza elevata durante la settimana, il tipo di scelta ricadrà su quello chirurgica. Mentre nel soggetto che non pratica tipi di sport come quelli appena elencati, che ha una frequenza di attività minore o addirittura che è disposto a ridurre gli stress sull’ articolazione la scelta può ricadere tranquillamente sul conservativo, che non per forza avrà una risposta inferiore a quella chirurgica, ma che è solamente una scelta relazionata strettamente al paziente.
Una cosa molto importante che il soggetto deve tenere però a mente è che il legamento crociato anteriore se lesionato non guarisce da solo, per cui il trattamento conservativo creerà un stabilità/funzionalità ad hoc del ginocchio per consentirne il corretto funzionamento e utilizzo.

Il TRATTAMENTO CHIRURGICO
Parlando del paziente trattato chirurgicamente, l’approccio riabilitativo inizia molto spesso prima dell’operazione stessa, in accordo con il medico, per ripristinare una corretta articolarità dell’articolazione specialmente cercando di recuperare l’estensione massima del ginocchio, una corretta deambulazione e un adeguato controllo muscolare. La riabilitazione pre-operatoria risulta essere quindi veramente molto importante per il paziente ed è un primo passo per un recupero completo post intervento.

Una volta dimesso, il nostro centro inizia subito il percorso riabilitativo perché il paziente, se le condizioni cliniche lo consentono, già in seconda giornata può appoggiare il piede scaricandolo dal peso con l’utilizzo di stampelle e indossando un tutore bloccato in estensione per circa 14 giorni.
Di solito il paziente può tornare a guidare dopo circa 1 mese (il tempo può variare a seconda del lato operato e se la macchina ha cambio automatico/manuale), mentre il rientro a lavoro è veramente legato a doppio filo con la professione svolta. Lavori di ufficio o non impegnativi possono essere ripresi entro un mese e mezzo/due dall’ intervento, lavori più stressanti richiedono un’astensione maggiore per non compromettere l’esito dell’operazione.
Come detto Fisioterapia La Spezia prende immediatamente in carico il paziente, impostando subito il protocollo di trattamento che prevede nella prima settimana la riduzione del dolore e del gonfiore (sia manualmente che utilizzando la terapia fisica), mobilizzazione passiva del ginocchio e della rotula (senza ginocchiera). Già dalla seconda settimana si potranno iniziare contrazioni isometriche ed elettrostimolazione a bassa frequenza per il recupero della muscolatura, aumentando i gradi di articolarità alla ricerca della estensione completa e di una flessione di circa 90°.
In terza settimana inseriamo la propriocettiva inizialmente da seduti per poi progredire nelle difficoltà degli esercizi proposti utilizzando varietà differenti di superfici ed attrezzi a nostra disposizione; si inserisce l’ utilizzo di bike, e si lavora sulla deambulazione facendo rimuovere le stampelle e valutando la qualità della camminata della persona: le togliamo quando la persona mostra equilibrio e postura corretta, non solamente perché è il tempo trascorso ad imporcelo.
L’eliminazione del tutore avviene come sempre in accordo con il chirurgo, di solito intorno al mese (viene progressivamente sbloccato durante il percorso).
Si inizia camminata sul tapis roulant, dapprima in piano poi con una leggera inclinazione e si raggiunge la completa articolarità. Tra secondo e terzo mese si inizia una corsa leggera sul tapis roulant, arresti sul posto e si introduce tappeto elastico per sviluppare propriocettiva ed esercizi di salto. Man mano che il paziente mostra confidenza si inizia un allenamento anche di tipo cardio.

Da qui in poi il trattamento di Fisioterapia La Spezia si svolgerà soprattutto nella sala più indicata, la nuova Green zone. Una superficie di erba sintetica libera, in cui iniziare a riprodurre scivolamenti laterali, aumentare recupero muscolare con ad esempio l’utilizzo dell’isoinerziale, riprodurre il gesto sportivo in varie forme e difficoltà (utilizzo di conetti, ostacoli ecc..) per poter tornare a svolgere le stesse attività precedenti l’infortunio. Un completamento del percorso riabilitativo che mira con decisione e accuratezza al recupero completo delle abilità del soggetto.
Il pieno ritorno allo sport avviene non prima dei sei mesi ed è strettamente relazionato ovviamente al parere del chirurgo.
IL TRATTAMENTO CONSERVATIVO
La differenza sostanziale tra le due opzioni di trattamento sta nei tempi di ritorno alla pratica sportiva: nel paziente operato questi avvengono indicativamente non prima del 6° mese (ovviamente dopo aver valutato e controllato il paziente assieme al medico), nel paziente non operato questi sono inferiori e vanno di pari passo con il percorso riabilitativo individuale (anche in questo caso in stretta relazione con il medico).
L’ attenzione viene rivolta anche in questa opzione a togliere dolore e gonfiore, un veloce recupero dell’articolarità, e pronto lavoro attivo per recupero muscolare (specie ischiocrurali) e controllo propriocettivo dell’articolazione.
Nel trattamento conservativo possono essere necessari dei cicli di fisioterapia periodica per verificare e controllare la stabilità dell’articolazione e il corretto controllo neuro-muscolare del paziente.
In entrambi i casi avere un ottimo recupero del movimento, della muscolatura e del sistema propriocettivo sono fattori indispensabili per la riuscita del programma riabilitativo, prestando attenzione anche negli anni successivi a mantenere un buon livello di ognuno di questi sistemi in un’ottica di prevenzione.

A cura di:
Matteo Rege Cambrin
- fisioterapista
- master universitario 2 livello in “riabilitazione dei disordini muscolo scheletrici”, abilitante alla terapia manuale
- specializzando in osteopatia
- specializzato in kinesiotaping
- certificato blsd

